Sguardi

Vorrei presentare una parte del percorso sullo sguardo che sto conducendo con l’amico Riccardo. Ci siamo dati una linea da seguire davanti ad un caffè, poi senza più dirci nulla ci siamo trovati a fare qualcosa per certi versi simile.

Per quanto mi riguarda, l’idea è quella di soffermarsi sul guardare le cose e le persone facendo un passo indietro. Questo per due fondamentali motivi: uno per timidezza per cui il mio soggetto non mi vede arrossire; l’latro per liberare lo stesso dalla mia presenza, come se si potesse muovere liberamente mentre io lo guardo. Mi piacerebbe, idealmente, arrivare ad un soggetto che ignori la mia presenza. Il voyeurismo il nostro tempo lo conosce bene: attraverso gli schermi si osservano le vite degli altri senza avere il coraggio di chiedere un’informazione se non filtrati e mediati da uno schermo.

Con questo spirito mi muovo intorno al soggetto prendendo appunti riguardanti la sua superficie attraverso la luce che imprime il taccuino fotografico.

Spero così di portarvi un piccolo racconto attraverso quello che percepisco di ciò che il soggetto stesso vuole raccontare di sé. Tu, spettatore, infine vedi altro.

Lo strumento che uso per parlare di una parte di me e per nasconderne altre, in modo che tu veda parte di te, è il mio soggetto.

Dentro le fotografie ci sono elementi di tutti e tre.

Avvicinati per leggerle se vuoi trovare uno spazio tuo.